"DOVETE SOPRAVVIVERE E MANTENERE NEL CUORE LA FEDE. IL MONDO, ME SCOMPARENDO, AVRA' BISOGNO ANCORA DELL' IDEA CHE E' STATA E SARA' LA PIU' AUDACE, LA PIU' ORIGINALE E LA PIU' MEDITERRANEA ED EUROPEA DELLA IDEE. LA STORIA MI DARA' RAGIONE"

MUSSOLINI

sabato 5 agosto 2017

25 APRILE 1945

E’ il giorno in cui le truppe angloamericane e le truppe loro alleate hanno completato l’ invasione di tutto il territorio italiano. E’ quindi il giorno della capitolazione della Repubblica Sociale Italiana, della fine del Fascismo , e il giorno della resa delle truppe tedesche combattenti in Italia.
Rappresenta anche la fine della guerra con la resa al nemico senza condizioni dopo cinque anni di conflitto, cui fa seguito l’ assassino del Duce , dei Gerarchi fascisti e il ludibrio carnevalesco di Piazzale Loreto. E’ l’inizio del lungo periodo della sanguinosa, inutile e vile mattanza dei fascisti e dei presunti tali, dell’ accettazione passiva del destino dei nostri connazionali vittime della “pulizia etnica slava”, delle verità taciute per anni dai diversi governi succeduti in Italia, del mantenimento di una costante divisione fra italiani, della ridotta sovranità nazionale.
Il 25 Aprile è la “ festa nazionale della liberazione dell’ Italia”

Dal libro “il gruppo esploratore della Divisione San Marco nelle langhe durante la R.S.I.” di Riccardo Lamura



















Mussolini sorridente  visita e conforta i feriti della battaglia 
sulle Alpi (Fronte occidentale)



L' ULTIMO DISCORSO DI MUSSOLINI



I CADUTI DELLA R.S.I.







IL TESTAMENTO DI MUSSOLINI

Non è la fede che mira nell'ora del crepuscolo quella che mi sostiene, è la fede della mia infanzia e della mia vita che mi impone di dover credere, anche quando avrei forse il diritto di dubitare.
Non so se questi miei appunti saranno mai letti dal popolo italiano; vorrei che così fosse, per dargli la possibilità di raccoglie in confessione di fede il mio ultimo pensiero.
Non so nemmeno se gli uomini mi concederanno il tempo sufficiente per scriverli.
Ventidue anni di governo non mi rendono probabilmente degno a giudizio unano di vivere altre ventiquattro ore.
Ho creduto nella vittoria delle nostre armi, come credo in Dio, Nostro Signore, ma più ancora credo nell'Eterno, adesso che la mia sconfitta ha costituito il banco di prova del quale dovranno venire mostrate al mondo intero, la forza e la grandezza dei nostri cuori.
E' ormai un fatto che la guerra è perduta, ma è anche certo che non si è vinti finchè non ci si dichiara vinti.
Questo dovranno ricordare gli italiani se, sotto la dominazione straniera, arriveranno a sentire l'insoffocante risveglio della loro coscienza e dei loro spiriti.
Oggi io perdono a quanti non mi perdonano e mi condannano, condannano se stessi.
penso a coloro ai quali sarà negato per anni di amare e soffrire per la Patria e vorrei che essi si sentissero non solo testimoni di una disfatta, ma anche alfieri della rivincita.
All'odio smisurato e alle vendette subentrerà il tempo della ragione.
Così riacquistato il senso della dignità e dell'onore, son certo che gli Italiani di domani sapranno serenamente valutare i coefficenti della tragica ora che vivo.
Se questo è dunque l'ultimo giorno della mia esistenza, intendo che anche a chi mi ha tradito, vada il mio perdono, come allora perdonai al Savoia la sua debolezza.
Germasino, 27 Aprile notte
Benito Mussolini












MAGGIO 1940
PREDAPPIO - CIMITERO SAN CASSIANO
MUSSOLINI IN VISITA ALLA TOMBA DI FAMIGLIA

MILANO 29 APRILE 1945
IL FURGONE CHE TRASPORTA DA PIAZZALE LORETO ALL’ OBITORIO DI VIA PONZO I CADAVERI DI MUSSOLINI E DELLA PETACCI, DOPO CHE TRA LE 14 E LE 15, E’ FINITO LO SCEMPIO DEI CADAVERI




14 Ottobre 1935 - VIII E.F.